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Animal training

Animal training

Gestire gli animali presenti all’interno di un giardino zoologico pone limiti che non sempre sono facilmente superabili; anche se la maggior parte di questi animali sono ormai da diverse generazioni nati in cattività rimangono comunque animali selvatici, caratterizzati spesso da un atteggiamento schivo e diffidente verso l’uomo.

Ecco quindi che molte operazioni di routine diventano degli ostacoli apparentemente insuperabili, come lo spostamento di un animale da uno zoo all’altro o, più semplicemente, dal suo reparto esterno a quello interno e viceversa. Limiti ancor maggiori li si riscontrano, ad esempio, nei quotidiani controlli che si effettuano per valutare lo stato apparente di salute dell’animale, senza poi contare quelli che si presentano quando devono essere eseguite cure quotidiane (somministrazioni di terapie farmacologiche, cure igieniche specie-specifiche, etc.) o visite mediche più o meno invasive (prelievi di sangue, ecografie, etc.).

Per risolvere gran parte di queste problematiche le strutture zoologiche di tutto il mondo ricorrono al training (Melfi, 2013), ovvero ad un particolare addestramento, con rinforzo positivo, utile a creare un rapporto di fiducia, di collaborazione, tra l’animale e il suo guardiano/“addestratore”; questo rapporto permette al guardiano di far eseguire all’animale determinate azioni, fondamentali per svolgere quelle operazioni difficoltose citate inizialmente, garantendo inoltre un elevato livello di benessere per l’animale ( Desmond & Laule, 1994).

Di non trascurabile importanza è anche il valore che il training ha nel garantire un’ottima salute psicologica dell’animale (Melfi, 2013), in particolare per quelle specie animali per le quali le interazioni sociali e gli stimoli intellettivi sono fondamentali per il loro benessere.

Il training, nella maggior parte dei casi, si basa sul principio del condizionamento operante; esso sfrutta la capacità dell’animale di risolvere problemi attraverso un processo di tentativi e successi accidentali al fine di raggiungere l’obiettivo desiderato. Questa capacità, associata al rinforzo positivo, ovvero ad una ricompensa rilasciata all’animale non appena esegue l’azione che vogliamo ottenere, fa si che l’animale riproponga l’azione corretta ogni qual volta riceva il comando specifico, associando questo comportamento al raggiungimento del suo obiettivo, ovvero la ricompensa (Forthman & Ogden, 1992).

L’efficacia del training, nelle sue moltissime forme di interpretazione e applicazione, è dimostrata su un’ampia varietà di specie animali dai pesci ai rettili, dagli uccelli ai mammiferi (Weiss & Wilson, 2003). Esso richiede pazienza, costanza, determinazione e tanto tempo ma permette di superare moltissimi ostacoli nella gestione degli animali in cattività riducendo il livello di rischio tanto per gli operatori quanto per gli animali stessi, aumentando il benessere di questi ultimi (Melfi, 2013; Desmond & Laule, 1994).

Sessione di training con Foca grigia (Helichoerus grypus)

Sessione di training con Foca grigia (Helichoerus grypus)

Sessione di training finalizzata alla manutenzione delle unghie delle zampe posteriori - Elefante asiatico (Elephas maximus)

Sessione di training finalizzata alla manutenzione delle unghie delle zampe posteriori
Elefante asiatico (Elephas maximus)

Sessione di training finalizzata alla manutenzione delle unghie delle zampe anteriori - Elefante asiatico (Elephas maximus)

Sessione di training finalizzata alla manutenzione delle unghie delle zampe anteriori
Elefante asiatico (Elephas maximus)

Training medico con ghepardo (Acinonyx jubatus)

Training medico con ghepardo (Acinonyx jubatus)

BIBLIOGRAFIA

Andrews J., Lehman C., Owlett R., Priest G. Elephant management: The next generation. Corso: San Diego Zoo Global Academy.

Desmond T., Laule G. 1994. Use of positive reinforcement training in the management of species for reproduction. ZooBiology, 13 (5): 471–477.

Forthman D. L., Ogden J. J. 1992. The role of applied behavior analysis in zoo management: Today and tomorrow. Journal of Applied Behavior Analysis, 25 (3): 647-652.

Melfi V. 2013. Is training zoo animals enriching? Applied Animal Behaviour Science, 147 (3-4): 299–305.

Priest G. Fundamentals of animal learning. Corso: San Diego Zoo Global Academy.

Weiss E., Wilson S. 2003. The Use of Classical and Operant Conditioning in Training Aldabra Tortoises (Geochelone gigantea) for Venipuncture and Other Husbandry Issues. Journal of Applied Animal Welfare Science, 6 (1): 33-38.

Letture suggerite per approfondire…

  • “Don’t shoot the dog”- Karen Pryor
  • “ZooMility”- Grey Staffort
  • “On aggression” – Konrad Lorenz
  • “Reaching the animal mind” – Karen Pryor
  • “Whale done – the power of positive Relationships” – Ken Blanchard; Thad Lacinak; Chuck Tompkins; Jim Ballard
  • “Animal training ” – Ken Ramirez